Rivista Diomede – Numero 7 – Anno 2 n.s.

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Nel suo numero natalizio, la rivista “Diomede” intervista la neoeletta Sindaca di Foggia, Marida Episcopo, che per la prima volta esprime la sua visione su otto importanti emergenze in àmbito culturale che la rivista aveva posto in evidenza, nell’editoriale del numero precedente.

Diomede” dedica la copertina alla bellissima Lucera e al suo castello che, nel sole del tramonto, è ammantato di fascino particolare. La notizia del giorno è che la città rientra tra le 10 finaliste che puntano a diventare “Capitale Italiana della Cultura 2026” e un intervento suggerisce al Sindaco cosa poter fare.

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Tante, come sempre, le “storie di storia foggiana” che la rivista dedica al capoluogo e alla sua provincia. Come quella del Generale statunitense Spaatz, la cui vicenda, rievocata dallo storico Tommaso Palermo, tiene unite due città, simboli della tragedia della Seconda Guerra Mondiale: Foggia ed Hiroshima.

Sono pochi a sapere che la cinematografia pugliese è nata quasi un secolo fa sul Gargano. Il primo film muto fu infatti girato nel 1926 a San Menaio e in altre amene località del Promontorio, e proiettato l’anno dopo. Risale invece al 1910 il primo “documentario” ante litteram della cinematografia pugliese, girato a Foggia in occasione delle feste alla “Regina del Grano”.

La sezione Live, dedicata a temi di attualità, si occupa della bella avventura in terra americana di una piccola azienda olearia dei Monti Dauni, sorta a Carlantino, i cui prodotti hanno trovato grande accoglienza in acclamati ristoranti di New York.

Di grande attualità il tema della sicurezza stradale. “Diomede” si occupa della galleria “Passo del Lupo” e della SS 16, che collega ben quattro regioni, intervistando il foggiano che per primo, con i suoi esposti in Procura e ai Carabinieri, ha denunciato lo stato di degrado e i rischi connessi, obbligando l’ANAS a intervenire. E poi la storia della Bibliocabina di S. Agata di Puglia, che accoglie e distribuisce libri ospitati in una cabina Telecom di recente dismessa ma salvata dalla distruzione con una nuova vita tra i libri.

Ampia la Sezione Amarcord, con profondi tuffi nel passato, tra storia foggiana (la storica Libreria “Zobbèl” e il poco conosciuto “Campanone” sulla torre del Comune di Foggia) e manfredoniana, con la scoperta di un antico monastero – quello di San Benedetto di Siponto – di cui si erano perse le tracce.

Molto spazio anche nella Sezione Cultura Viva col 25° anniversario dei corsi organizzati dalla Unitre. Interessante, poi, l’esperienza creativa e conoscitiva che porta la cultura a “viaggiare in circolo”, coinvolgendo tante realtà dei nostri Monti Dauni. Riflettori doverosamente puntati per ricordare Antonio Calitri, un grande scrittore e intellettuale di Panni, emigrato nel secolo scorso e affermatosi negli Stati Uniti.

In Arti & Spazi due protagonisti in àmbiti diversi ma molto significativi: l’artista Salvatore Lovaglio, descritto nella sua nuova dimensione a borgo San Giusto, e una giovane e raffinata artista orafa, la peschiciana Giovanna Iervolino, autrice – tra tante composizioni orafe – di una originale Madonna orante di Kàlena.

A completamento di questo ricco numero le numerose rubriche – compresa una nuova, “Capitanata Dialettale” –, che vivacizzano e arricchiscono di contenuti la rivista: “Ditelo a Diomede”, “Accadde Oggi”, “Diomede Sociale”, “Capitanata da leggere” (con l’intervista alla scrittrice Francesca Di Gioia) e “Sfizi di Capitanata”. Infine i tre nuovi racconti inediti di questo numero della rivista, nella Sezione “Visto, si stampi!”.

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