FocusAnno 3 N°7

«Vince l’impegno del FAI. Ora tocca alle Istituzioni»

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In tanti hanno commentato – spesso a sproposito – il risultato importante ottenuto dal FAI di Foggia e da tutti gli abitanti della Capitanata, le associazioni e le istituzioni che si sono dati da fare per portare alcuni beni culturali del territorio ai primi posti della classifica dei “Luoghi del Cuore” 2010 del Fondo per l’Ambiente Italiano.
Sull’argomento, è il caso di fare alcune riflessioni. Per prima cosa, è stato davvero un obiettivo centrato grazie all’impegno della delegazione FAI di Foggia e dell’impegno civico del territorio. È un dato di fatto, vista l’opera di comunicazione fatta dal gruppo locale, oltre alla ricerca di firme condotta in modo capillare sul territorio da tanti volontari. Anche il Provveditorato agli Studi (oggi il nome “burocratico” è diverso, ma tutti lo conoscono ancora con la vecchia denominazione) ha dato un forte impulso, con una circolare diffusa nelle scuole dal dirigente, Giuseppe De Sabato. Per non parlare dei tanti ragazzi che abbiamo visto in giro con i moduli di raccolta a convincere la gente della bontà dell’iniziativa.
Eppure, di questo risultato si sono voluti subito far vanto alcuni politici. Due assessori regionali, rilasciando un’intervista ad un noto giornale nei giorni seguenti alla proclamazione dell’esito, hanno dichiarato di essere felici che alcuni beni culturali pugliesi fossero ai primi posti della classifica dei “Luoghi del Cuore”. “La Regione ha lavorato bene”, “riusciamo a far conoscere le nostre ricchezze a tutta l’Italia” e frasi del genere si sprecavano. A parte la scorrettezza di non accennare neppure ad un elogio per l’impegno del FAI e dei cittadini, il fatto peggiore è che le due politiche non hanno compreso che si trattava piuttosto di un fallimento delle istituzioni e di una accusa agli amministratori della cosa pubblica. E sì, perchè in realtà quelli sono i beni che per gli Italiani sono i peggio conservati e i più meritevoli di tutela: bastava leggere l’appello del FAI per comprendere cosa era stato chiesto a chi ha votato. Quindi, se gli Italiani dicono che dei beni pugliesi sono tra i peggio conservati, la Regione non può vantarsi di aver agito bene: anzi, deve preoccuparsi di rimediare ai danni che ha causato con la sua inerzia! È il tipico caso di chi salta sul carro dei vincitori, ma manca il bersaglio e cade goffamente e pesantemente a terra.
Ma questo non è il tempo delle polemiche. Piuttosto, è il tempo di chiamare alle proprie responsabilità coloro che dovrebbero agire per la tutela e la valorizzazione dei nostri beni culturali e ambientali e non lo fanno.
E qui non parliamo solo delle istituzioni politico-amministrative. Certo, gli Enti locali, le Regioni e lo Stato hanno una grande responsabilità, nelle azioni che compiono e in quelle che omettono. E il FAI non si tira indietro quando è il momento di chiamarli in causa. Ma l’obiettivo principale del Fondo per l’Ambiente Italiano è rivolgersi ai privati. Sono proprio loro gli interlocutori privilegiati. È ora di riappropriarsi di un ruolo più attivo di cittadinanza, che non può essere sempre quello di lamentarsi con chi governa male o non governa, o di chiedere sempre finanziamenti pubblici ad organismi che non hanno più disponibilità di fondi o, meglio, ce l’hanno forse per altre cose che ritengono più urgenti.
Ai privati e alle imprese si rivolge storicamente il FAI, e con i privati e le imprese è riuscito a recuperare e rendere fruibili beni preziosi del nostro patrimonio culturale e ambientale.
I singoli, le piccole e medie imprese, le grandi aziende, possono e dovrebbero fare molto per il loro territorio. Nel centro e nel nord Italia c’è una mentalità diversa, più evoluta in questo senso. Singoli e aziende hanno compreso il valore delle donazioni e dei lasciti che, per di più, per scopi di questa natura, sono deducibili fiscalmente e con il tramite del FAI hanno salvato monumenti, edifici, parchi ed altre bellezze naturali ed artistiche, finanziandone il restauro o cedendone la proprietà al Fondo, che ha provveduto. Il FAI, quello nazionale e la Delegazione di Foggia, guidata da Marialuisa d’Ippolito, proseguiranno nel loro impegno ma ora, oltre a quello delle istituzioni, è arrivato il momento dell’impegno dei cittadini.
Insieme, anche donando poco da parte di molti, si possono raggiungere grandi risultati.
* Loris Castriota Skanderbegh, foggiano, giornalista professionista, ha iniziato a lavorare nel campo dell’informazione
20 anni fa, occupandosi da sempre di Cultura e di Sport. Redattore del quotidiano foggiano “l’Attacco”, è responsabile per la comunicazione del F.A.I. (oltre a far parte del direttivo), dell’Archeoclub di Foggia e della Fondazione Banca del Monte, oltre che di alcune prestigiose società sportive. Tiene corsi di comunicazione e giornalismo e si occupa di ricerche di storia, araldica e genealogia.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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