TerritorioAnno 2 N°3

Sulle tracce di Montecorvino

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Dal 14 al 18 giugno gli alunni dell’Istituto Statale d’Arte di Foggia sono stati impegnati in una cam­pa­gna di scavo archeologico in col­la­bo­razione con l’Università di Foggia, presso il sito di Mon­te­cor­vino. Lo scavo, di­ret­to dal prof. Pasquale Favia e con la col­la­bo­ra­zione dell’archeologo Mar­co Ma­ruot­ti, ha ospitato gli alun­ni che, accompagnati dalla prof.ssa Maria Bianco, si sono occupati sia del rilievo architettonico che della ca­talogazione di alcuni reperti.
L’insediamento di Montecorvino, fon­dazione bizantina nell’XI sec., co­nob­be una fase di sviluppo tra XII e XIII sec., per poi avviarsi verso il declino nel XV sec., sancito anche dall’annessione della Diocesi a quel­la di Volturara nel 1433, fino ad un esito di definitivo abbandono, pro­ba­bil­men­te realizzatosi fra fine del Me­dioevo ed età moderna.
La memoria materiale del sito è at­tualmente affidata a due im­po­nen­ti emergenze monumentali: la torre e la chiesa. Nel 2008 e nel 2009 si sono svolte le prime cam­pagne di scavo che hanno in­te­res­sato i due principali poli insediativi individuati dalle strutture ancora emergenti: il nucleo castrale gra­vi­tante intorno alla torre e il com­plesso religioso imperniato sulla cattedrale.    I risultati delle ricerche svolte nell’area signorile, hanno di­mo­stra­to come la zona fosse occupata forse già precedentemente alla co­stru­zio­ne dell’edificio turrito e del recinto di cui faceva parte, risalenti a tarda età normanna-primosveva, e che suc­ces­si­va­men­te altre strutture fu­rono realizzate a rinforzo di questo nucleo for­ti­fi­ca­to.
Gli scavi condotti invece nell’area della cattedrale hanno consentito non sol­tanto di riportare alla luce l’intera planimetria della chiesa, ma anche di cogliere, attraverso l’analisi delle murature, due fasi costruttive distinte che permettono di ravvisare nella porzione più prossima alle ab­sidi il primo nucleo costruttivo, suc­ces­si­va­mente prolungato. La chiesa fu anche luogo di sepoltura, come dimostrano le tre tombe rinvenute lungo il muro settentrionale.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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