TerritorioAnno 3 N°7

Parlando del 1860 a Foggia

Condividi

Tra le manifestazioni celebrative del 150enario dell’Unità d’Italia, a Foggia, una delle più seguite dal pubblico è stata senz’altro il ciclo delle “Domeniche con la Storia” l´iniziativa culturale che la Fondazione Banca del Monte “Domenico Siniscalco Ceci” ha dedicato proprio alle vicende che si svolsero a Foggia e in Capitanata nel Risorgimento. La ricorrenza sta suscitando dibattiti e polemiche tra chi difende ad ogni costo l’unità della Penisola, chi confonde le aspirazioni federaliste con la negazione dell’identità degli Italiani e chi ricorda a gran voce tutti i difetti, i crimini e le ingiustizie che caratterizzarono il processo d’unificazione. La contesa è aspra e spesso scomposta, oltre a perdere spesso di vista l’obiettività necessaria a vantaggio di una faziosità che non giova a nessuna delle parti.
In questo quadro confuso e rissoso, la Fondazione ha cercato di dare ai Foggiani l’occasione di farsi un’idea il più possibile obiettiva –e, comunque, supportata sempre da documenti storici- degli eventi di 150 anni fa a Foggia ed in  provincia, ma anche nel resto d’Italia. Sono stati invitati, per questo, docenti universitari che hanno pubblicato importanti saggi sull’argomento, ma anche ricercatori storici locali che hanno condotto approfondite ricerche sul passaggio dal Regno di Napoli a quello d’Italia nel territorio.
Dal 18 ottobre al 3 marzo, a domeniche alterne -tranne per gli incontri di apertura e chiusura- la sala Rosa del Vento della Fondazione è stata affollata da tanti appassionati e curiosi che hanno mostrato di gradire gli argomenti scelti, partecipando anche con domande e con pareri ai dibattiti che si sono aperti a seguito delle relazioni.
Protagonista del primo incontro era stato Pino Aprile, il giornalista che ha conquistato le classifiche di vendita con il suo libro “Terroni”, che narra una serie di dati ed episodi per i quali l’unificazione non sarebbe stata la migliore delle sorti possibili per le popolazioni del Mezzogiorno. Una scelta della Fondazione per dare voce anche a quel punto di vista che tanto spazio sta trovando sulle testate giornalistiche e che tante persone del Sud –ma non solo- stanno sostenendo con calore anche se talvolta senza il supporto di solidi riscontri storici.
E’ risultato chiaro da diversi interventi del prof. Saverio Russo, docente di Storia Moderna all’Università di Foggia e consigliere di amministrazione della Fondazione, che gli episodi e i dati citati da Aprile non vengono ritenuti  ufficientemente significativi per determinare una condanna dell’unificazione italiana: insomma, i difetti nell’azione politica e militare di Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele ci sono stati, ma nel complesso hanno portato ad un processo
utile al nuovo Stato e ai suoi abitanti.
Una posizione contestata, a volte duramente, da alcuni degli spettatori che sono intervenuti agli incontri, che hanno riaffermato con forza la validità delle tesi che Aprile, ma anche altri storici in passato, hanno sostenuto.
A mettere un punto fermo alle polemiche, ci ha pensato il Presidente della Fondazione, l’avv. Francesco Andretta, che ha ricordato che la Storia “non si fa con l’accetta”: c’è bisogno di considerare mille sfumature, di valutare gli eventi anche esterni che influirono sulle vicende italiane e, soprattutto, di non farsi trascinare dal cuore, basandosi su fatti concreti e dimostrabili con documenti e testimonianze non di parte.
A qualsiasi “fazione” si appartenga, non si può, comunque, negare, che gli appuntamenti con le “Domeniche con la Storia” 2010-2011 hanno dato la possibilità di conoscere tantissimi episodi e personaggi della storia di Foggia nel Risorgimento, ignoti alla gran parte dei Foggiani di oggi. Un’occasione di arricchimento, offerta da studiosi del calibro di Angelantonio Spagnoletti, di Raffaele Colapietra, Vincenzo Robles, Giuseppe Galasso, dello stesso Saverio Russo, di Antonio Vitulli, Giuseppe Clemente e Gianfranco Piemontese che, con una serie di interessanti conferenze, hanno parlato di tutti gli aspetti della vita della Capitanata e dell’Italia in quei fatidici mesi tra il 1860 e il 1861 che portarono all’Unità d’Italia.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.