TerritorioAnno 2 N°3

Il ponte sul Cervaro va giù nell’indifferenza delle Istituzioni!

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Lo hanno demolito senza scrupoli ma soprattutto senza che le Istituzioni muovessero un dito. Lo storico ponte sul Cervaro, risalente al 1731, tra Foggia e borgo Incoronata semplicemente non serviva più. Eppure giaceva sui resti di un antico ponte romano, eppure fu protagonista nella seconda guerra mondiale perché in quel luogo passavano i carri armati. Neanche una parola e ovviamente neanche un gesto simbolico per salvare il ponte da Provincia, Comune, Soprintendenza ai Beni Culturali, Regione e Università di Foggia, che pare non siano neanche informati del grave episodio. A parte il Rettore dell’Università, Giuliano Volpe, che comunque è stato interpellato da noi e che non ha potuto far altro che dire che la competenza non è dell’Ateneo, nessuno si è interessato dell’operazione di abbattimento.
Non ci aspettavamo la solita demagogia, le stigmatizzazioni, le parole, che comunque non sono arrivate, ma fatti, fatti concreti, visibili come le ruspe che hanno distrutto tutto. Abbiamo contattato l’Anas, che ha eseguito la demolizione, per saperne di più sulla vicenda: l’azienda ha confermato che l’abbattimento del ponte è la conseguenza di una prescrizione dell’Autorità di Bacino. Ok, operazione autorizzata, ma sempre e comunque uno scempio a cui nessuno ha saputo, o ha voluto, porre rimedio.
«Tutelare il patrimonio archeologico e storico equivale a tutelare la nostra stessa identità e ad accrescere il senso di appartenenza alla comunità di cui siamo parte», ha detto il deputato manfredoniano Michele Bordo una settimana dopo la demolizione. «Tutto ciò – ha aggiunto – può diventare anche opportunità di sviluppo e occupazione in aree naturalmente vocate ad accogliere iniziative imprenditoriali ad elevata sostenibilità ambientale e sociale. Rinviare o, peggio, omettere interventi di conservazione e ristrutturazione determina gravissimi danni, materiali ed immateriali, e l’assunzione di una altrettanto grave responsabilità, istituzionale e civica».
Altro piccolo (grande) particolare: un monumento è stato abbattuto e nel cantiere non c’è neanche il cartello regolamentare, che per legge deve avere dimensioni non inferiori a un metro di larghezza per due di altezza e con scritta indelebile deve indicare: titolo del lavoro, estremi di legge o del piano, appaltante/ committente, impresa esecutrice e subappaltatori, importo dei lavori, data di consegna dei lavori, data contrattuale di ultimazione dei lavori, progettista, assistente tecnico, direttore di cantiere, direttore dei lavori e uno spazio per aggiornamento dati o comunicazioni varie. Nulla di tutto questo.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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