Sport & DintorniAnno 1 N°1 NS

La prima volta che fu usato il termine “Satanelli”

Finora si è sempre creduto che a coniare il popolare appellativo legato alla squadra del Foggia fosse stato Mario Taronna ma (forse) andò diversamente

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Da appassionato di cose calcistiche ho pensato bene di-regalare ai numerosi appassionati della squadra del Foggia,-una prima puntata, all’interno della ricerca storica sulla nascita della stampa sportiva in Capitanata.
Nei prossimi numeri riferirò del primo Inno rossonero e-del progetto della prima tribuna in muratura del vecchio-“Stadio del Littorio”, quello che oggi conosciamo come “Pino-Zaccheria”.
Ma andiamo con ordine.
Scopo di questa mia indagine è datare la nascita ufficiale-del termine “Satanelli” abbinato alla squadra del Foggia.
Le ricerche non sono state facili perché era risaputo-(cito Pino Autunno quale autore della monumentale storia della squadra rossonera, edita in due volumi nel 2010) come fosse-stato il giornalista Mario Taronna il primo a utilizzare il termine-“Satanelli”. Io stesso l’avevo sempre creduto.
Se provate a sfogliare libri o a consultare internet, il rimando storico è sempre a lui, il vecchio, brillante, bravissimo-Maestro Taronna, che fu giornalista, compositore, dirigente-fascista (in àmbito sportivo e musicale), appassionato di lirica-e teatro e, infine, bibliotecario della “Provinciale”, oggi più nota-come “La Magna Capitana”. In questa veste Taronna diresse-e curò per un decennio la rivista della Biblioteca foggiana,-“la Capitanata”.
Ma questo personaggio è noto a Foggia soprattutto per-i suoi impegni di giornalista ed editore di giornali sportivi e per aver dato vita a quella straordinaria struttura che-fu, non a caso, “il Satanello”, in piazza Giordano, ricordata-anche da Renzo Arbore in una intervista che mi concesse nel-2010 sempre per la nostra rivista. Per chi non lo ricordasse,-“il Satanello” era una grande bacheca sulla quale venivano-affissi notizie e avvisi pubblicitari, nonché le locandine degli-spettacoli cinematografici e teatrali in programmazione in-città.
Il problema, però, è che non esisteva fino ad oggi una data-precisa, un atto di battesimo con cui ufficializzare la nascita-del termine “satanelli”. Ma la cosa sensazionale è che il buon-Taronna, come vedrete, non c’entra, sebbene non lo si possa-del tutto escludere.
Dalle mie ricerche dovrebbe essere quella del 21 ottobre-1928 la data in cui, per la prima volta, venne utilizzato il termine “satanelli” per indicare i giocatori della squadra di calcio-del Foggia.
Lo storico articolo – intitolato “i Satanelli” si sono pappati undici “Delfini” tarantini in salmì – comparve sul-numero 10 del settimanale umoristico locale “L’uomo che ride”, nelle cronache sportive che quasi ogni settimana-il giornale foggiano pubblicava e quasi sempre riferite solo alla squadra del Foggia. L’autore però non si firmava con le proprie generalità – una prassi tipica specie sui giornali umoristici e di satira– e utilizzava uno pseudonimo: Frustino Rosso Nero. Al momento è pertanto difficile risalire alla reale identità di chi vi si nascondeva. Non certamente Mario Taronna, che nel 1928 scriveva su altri giornali, forse per il “Mezzogiorno Sportivo”, un importante periodico barese.
Taronna, come si sa, adottò il termine “satanelli” in maniera stabile,-rendendolo effettivamente popolare,
diversi anni dopo, ma sicuramente non prima del 1930.
Accennavo, in precedenza, anche a qualche aspetto curioso. Il termine “satanelli” venne utilizzato su “L’uomo che ride” stranamente solo quella volta, cioè il 21 ottobre del 1928.
Per molto tempo (il giornale chiuderà, nel 1930, soppresso dal Fascismo-nostrano) non si parlerà più di “satanelli” nonostante gli avversari venissero-di norma etichettati da Frustino rosso nero con le tipiche denominazioni-adottate dalla stampa delle rispettive città: i “Galletti” baresi, i “Canarini” leccesi, i “Delfini” tarantini, ecc.
Quelli del Foggia, in buona sostanza, venivano di volta in volta chiamati “demoni”, “rossoneri”, “i nostri giocatori”, “i-foggiani” ma non più “satanelli”. Almeno per due o tre anni. Un vero mistero.
Agli amici e colleghi giornalisti, che da veri appassionati hanno svolto o svolgono anche ricerche storiche-sulla squadra foggiana (penso a Pino Autunno, Giovanni Cataleta, Domenico Carella, Filippo Santigliano, Alberto-Mangano ecc.), il compito di andare eventualmente a ritroso.
Da parte nostra la ricerca prosegue e sarebbe interessante se tutti si impegnassero a scoprire le reali identità che-si nascondevano dietro i tanti pseudonimi, a cominciare da questo misterioso-“Frustino rosso nero”.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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