IeriOggiDomaniAnno 3 N°7

La “visione” su Unità d’Italia e Mezzogiorno del Capo dello Stato Napolitano in un libro del giornalista Giovanni Dello Iacovo

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Dal 15 maggio 2006, giorno in cui giura, davanti al Parlamento in seduta comune, come 11° Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha via via tessuto un discorso forte e argomentato sul Sud e sull’Unità d’Italia, sfidando luoghi comuni e semplificazioni e rivelando un’attenzione continua, non banale, moderna al tema del divario tra Nord e Sud.
È un “discorso” che si frammenta nelle occasionali sollecitazioni offerte dalle tribune pubbliche, dal ruolo e dagli eventi. La cronaca insegue quei frammenti selezionando le “parole d’ordine” che più immediatamente si affiancano ai fatti del giorno oppure si prestano a diventare il controcanto del dibattito politico-istituzionale corrente. Finiscono spesso fra gli“scarti” le riflessioni più dense dei significati connessi alle funzioni e al magistero civile che si esercita dal
Quirinale, sacrificate per tenere alta la tensione retorica con cui si monta la dialettica politica quotidiana.
Giovanni Dello Iacovo ha ricostruito quel filo nel libro “Giorgio Napolitano. Unità d’Italia e Mezzogiorno”, scritto per le Edizioni Sudest di Manfredonia (pp. 120, euro 8), mentre l’Italia celebra il 150° anniversario dell’Unità. Ne emerge un rigore culturale, una visione storica nazionale, aperta e approfondita, e una vena quasi pedagogica che farebbe pensare che il capo dello Stato stia promuovendo un uso pubblico della storia come enzima per la definitiva modernizzazione dell’Italia, in una fase in cui l’urgenza della semplificazione sfocia nell’immiserimento degli argomenti e nell’indifferenza rispetto alla complessità.
L’analisi incrocia e sistema 51 interventi del Capo dello Stato, tentando di metterne in luce il filo conduttore che parte dalla constatazione del «grave deficit di conoscenze storiche diffuse di cui soffrono intere generazioni in Italia», come Napolitano rilevò a febbraio dell’anno scorso.
Da uomo del Sud, il Presidente contesta vibratamente le tesi «di un Mezzogiorno ricco, economicamente avanzato a metà Ottocento, che con l’Unità sarebbe stato bloccato e spinto indietro sulla via del progresso». Ma non manca di evidenziare le criticità che hanno accompagnato il processo unitario e che, ai giorni nostri, continuano ad approfondire il divario tra Nord e Sud del Paese. Storia, Costituzione, economia, politica e politiche per lo sviluppo: il Presidente tocca tutte le corde della questione nazionale.

‘FRRR’, in mostra al Palazzetto dell’Arte La scrittura per immagini di Lo Mele
La ricerca della libertà come fuga dalla monotonia dell’abitudine. La scoperta che qualsiasi nuova esperienza si trasforma inesorabilmente in routine per chi non possiede la capacità di sognare. Centoquattro tavole che narrano le avventure di un pesciolino di nome ‘Frrr’ e parlano di un nuova poetica: la scrittura per immagini, ideata e messa in mostra dall’artista-filosofo Antonio Torquato Lo Mele. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, insieme alla Scuola primaria “San Giovanni Bosco”, la mostra – 104 tavole realizzate a matita, china, acquerelli e collage – si è tenuta al Palazzetto dell’Arte di Foggia dal 19 febbraio al 5 marzo. “Frrr punta ad una forte integrazione del linguaggio narrativo con
quello figurativo – spiega l’autore -, laddove, utilizzando una metafora zoppicante tratta dalle scienze chimiche, si può affermare che la “combinazione” dei due linguaggi non è avvenuta senza una alterazione delle loro reciproche proprietà”.
Il testo dell’opera è stato tratto dall’omonimo racconto di Giuliano Parenti, scrittore e artista toscano recentemente scomparso, a cui Lo Mele è stato legato da uno stretto rapporto di amicizia e professionalità tanto da dedicargli la mostra. Nel corso della cerimonia inaugurale sono intervenuti l’artista, Enza Maria Caldarella e Martina Parenti, attrice e figlia del co-autore, che ha letto alcuni passi del racconto.

l Museo Civico di Foggia rivive il mito di Niobe attraverso un antico vaso di Arpi

La leggenda del mito di Niobe, dalle origini ai tempi più recenti, è stata al centro di un incontro svoltosi lo scorso 15 febbraio al Museo Civico di Foggia, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università.
Presentato al pubblico il mito di Niobe nel suo sviluppo iconografico partendo dall’esame di un prezioso vaso proveniente da Arpi e recante, tra l’altro, anche l’immagine di Niobe e dei suoi figli trafitti dalle frecce di Apollo e Artemide.
Sulla storia e le caratteristiche del reperto archeologico, esposto nella sezione archeologica del Museo Civico, si è soffermata la direttrice Gloria Fazia, mentre Alba Subrizio, laureatasi presso la facoltà di Lettere, ha presentato una carrellata sull’iconografia di questo mito attraverso il tempo, frutto di uno studio eseguito durante il tirocinio del master universitario sulla comunicazione dell’antico, portato a termine nel Museo stesso.
Il preside della Facoltà di Lettere, Giovanni Cipriani ha illustrato la relazione su “Il mito raccontato”, affrontando temi e motivi legati alla mitologia greca ed al suo significato nella storia culturale dell’Occidente.

Il Canzoniere di San Severo del cantautore Nazario Tartaglione nelle scuole

Pubblicato il primo volume nel 2007, seguito dal secondo e terzo rispettivamente negli anni 2009 e 2010, il Canzoniere di San Severo, dopo un crescente apprezzamento, approda nelle scuole, grazie all’attenzione di insegnanti e direttori didattici.
«Sono molto contento di questa considerazione», dichiara l’autore, Nazario Tartaglione, che trova nell’àmbito scolastico la possibilità di comunicare a fondo i contenuti e i valori del suo dialetto. «Infatti – spiega – nei salotti dove sono stato ospitato, il vernacolo è stato visto come un elemento folcloristico e di puro intrattenimento. Nelle scuole potrò invece comunicarne un senso più profondo, quello di radice e di storia, di codice emotivo e artistico, proprio del sentire e del pensiero dialettale».
Preziosi si sono rivelati in tal senso il ruolo e l’analisi degli insegnanti, che hanno saputo cogliere nelle sue canzoni elementi culturali e formativi, come le professoresse D’Agruma e D’Alessandro, e la Direttrice Isabella De Finis.
Lo spettacolo prevede, oltre a brani tratti dal Canzoniere di San Severo, anche la lettura delle fiabe del maestro Michele Monaco e l’intervento dell’attore Felice Masucci, nell’intento di dare una rappresentazione ampia del linguaggio.
Gli istituti interessati ad ospitare l’iniziativa potranno contattare l’autore scrivendo a:mediterraneaautori@libero.it oppure visitando il sito: www.ilcanzonieredisansevero.it

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
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