IeriOggiDomaniAnno 2 N°5

Il bidello foggiano che svelerà il mistero della «Gioconda»

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In mezzo a tanti dott, prof, arch e ing ammette di trovarsi a disagio, lui che pure è un Borgia anche se solo per omonimia e non di casato. Luigi Borgia è, infatti, un acculturato bidello foggiano, che da qualche settimana fa parlare di sé la stampa italiana e internazionale. Merito di una passione e di un Comitato. La passione è per il grande Leonardo da Vinci, “il più grande di tutti”, ammette senza dubbi, elencandomi una già nota ma sempre stupefacente sfilza di invenzioni che effettivamente hanno dell’incredibile. Una passione che il buon Borgia coltiva da molti anni e che ha raggiunto il culmine quando ha acquistato, presso una bancarella di libri antichi, un testo francese del 1960. Il suo autore faceva riferimento alcuni particolari della Gioconda, forse il quadro più famoso e controverso della storia dell’arte ed attribuito al genio leonardiano. È l’imput per l’inizio di ricerche e approfondimenti che trovano adeguato ascolto nel “Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali” di Roma, un organismo che da anni si dedica a risolvere enigmi legati a grandi personaggi del nostro paese. Di recente il Comitato ha fatto parlare di sè a proposito del ritrovamento dei resti di Caravaggio, ed oggi è alle prese con la celebre “Monna Lisa”.
Celebre per la bellezza del quadro, per le fattezze del personaggio ritratto che, da 500 anni, attende di essere svelato nelle generalità. Impresa titanica visto che non ci sono… carte di identità né alcun altro documento ufficiale utile a risolvere l’arcano. Ma la passione è qualcosa di inspiegabile.
È una forza capace di scandagliare oceani e illuminare le oscurità più profonde. Ed è l’arma appuntita che accompagna la tenacia del signor Borgia il quale ha scoperto due piccolissime lettere, una per ogni pupilla e altri simboli, presenti nel volto della Gioconda. Il referente per la provincia di Foggia del Comitato ha sùbito informato il Presidente, Silvano Vinceti, che non ha perso tempo e, fatte le dovute indagini direttamente al Louvre di Parigi, ha espresso chiaramente
la posizione del Comitato: “Nell’occhio destro per chi guarda il quadro il simbolo presente è una S e, cosa più importante,
un’analisi comparativa con la scrittura di Leonardo ha evidenziato la corrispondenza fra la S trovata e la S che Leonardo usava in alcuni suoi documenti. Anche nell’occhio sinistro – precisa Vinceti – pur se sussistono alcune difficoltà di chiarezza, comprensibili dopo 500 anni e la inevitabile azione corrosiva degli agenti atmosferici e umani, emerge  aggiormente rimarcata la lettera L come  Vinceti naturalmente non ha la verità in tasca e correttamente ammette: “Pur se siamo pronti ad essere smentiti da prove credibili e forti di opposta natura, posso affermare che questo risultato è di grande importanza per togliere i residui dubbi sull’autore della Gioconda, sulla presenza dei simboli negli occhi inseriti dal grande genio Toscano”. E qui il lavoro del nostro Borgia raggiunge il culmine: “La S dovrebbe rinviare agli Sforza e muta l’àmbito e il tipo di ricerca sulla presunta modella che avrebbe ispirato la Gioconda. Viene confermato quanto
da noi affermato nei giorni scorsi che la Gioconda dovrebbe essere stata iniziata nel periodo di presenza di Leonardo a Milano (1482-1499) o, pur se meno probabile, nel successivo periodo della sua presenza presso la corte degli Sforza (1506-1507). Per quanto concerne l’altra lettera, la L, pur se con maggiori difficoltà di lettura, essa appare più visibile e riconoscibile.
Un esperto in linguaggio esoterico del nostro staff sta tentando di tradurre il numero 72 trovato sotto l’arcata del piccolo ponte collocato a destra della Gioconda in linguaggio cabalistico. Sia il 7 che il 2 nella tradizione cabalistica rivestono una grandissima importanza…“. Alcuni membri dello staff del Comitato sono da più di due mesi impegnati in una approfondita ricerca storicodocumentaria e biografica al fine di accertare quale potrebbe essere la modella ispiratrice della Gioconda.I risultati della ricerca saranno resi noti nel mese di gennaio. E noi attendiamo, scalpitanti ma prudenti.
Per ora Luigi Borgia, bidello (pardon: collaboratore scolastico) della elementare “Montessori” di Foggia, si gode il suo momento di celebrità. Come sempre con Leonardo nel cuore

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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