AttualitàAnno 2 N°3

Salviamo il pianoforte di Giordano

Condividi

Centodieci e li dimostra. Sono gli anni del Carl Bechstein, il bellissimo pianoforte in vernice nera e lucida che appartenne al M° Umberto Giordano e poi donato dalla moglie alla città di Foggia la quale, non certo in maniera grata, lo ha poi messo in “cantina” per anni. In attesa che venisse completata (ma lo sarà mai?) l’opera di restauro e di messa in sicurezza del Teatro comunale intestato al foggiano più illustre di sempre, il pianoforte ha vissuto nell’incuria, coperto da cellophane e tappeti – come testimonia in esclusiva la nostra foto – in quella polvere che generalmente trasmette un’idea di storia e di tempo ma che, in questo caso, sa solo di vergogna e di oblìo.
C’è però una luce che improvvisamente sembra far breccia sulla vicenda. Per iniziativa del Club Unesco di Foggia e dell’Assessorato alla Cultura del Comune, e dopo le numerose sollecitazioni di Enrico Sannoner, indimenticato direttore del Teatro cittadino e amico della famiglia Giordano, qualcosa ha cominciato a muoversi.
Con poco più di 20.000 euro sarà possibile, con un lavoro di sei mesi e con l’impiego di tecnici tedeschi, rimettere a nuovo il pianoforte di Umberto Giordano.
Come ha spiegato Vittorio Fabbrini, esclusivista Bechstein in Italia e responsabile dell’operazione di recupero, si provvederà inizialmente a riparare le lesioni alla cassa armonica, per poi sostituire le corde, mentre pare che gli ingialliti ottantotto tasti ricoperti d’avorio resteranno quelli originali. L’impressione è, però, che sei mesi e 22.000 euro siano un tantino troppi per rimetterlo in piedi. Con quella somma, magari, si potrebbero risistemare anche gli altri due pianoforti di pregio e di marca presenti al “Giordano”, oltre al citato Bechstein. Così facendo si risparmierebbero, ogni volta, quei 1.800 euro necessari per affittare e trasportare un pianoforte per i concerti ospitati nel teatro comunale. Ma non è tutto. Come annunciato nel corso di una conferenza-stampa, si tratta del primo passo verso la restituzione alla città del suo teatro finalmente e completamente rinnovato. Nell’area attigua alla (inutilmente) rinnovata e classicheggiante Sala Fedora, troverà ospitalità un piccolo museo di ricordi del M° Giordano, con foto inedite del grande compositore, manoscritti originali e altri cimeli, forse un primo serio passo per la costituzione del tanto auspicato “Museo Giordaniano”.
I 22.000 euro necessari per il restyling non arriveranno però dal Comune o da banche locali, ma attraverso una raccolta fondi. Chi vorrà versare un contributo dovrà utilizzare le coordinate bancarie del conto attivato presso la Banca Popolare di Milano – Agenzia n. 280 di Foggia. Per maggiori informazioni rivolgersi al numero 329.8524316.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.