AttualitàAnno 2 N°5

C’era una volta il “Falso Movimento”…

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La prima rassegna importante del “Falso Movimento” fu dedicata a Martin Scorsese e Brian De Palma con alcuni titoli inediti come Hi-Mom e Ciao America. In quegli anni molte sale cinematografiche chiudevano in tutta Italia e la programmazione dei locali sopravvissuti si limitava ai film commerciali, o meglio ai B-Movie di terza serie. Negli anni Ottanta il locale di Palma organizza una serie di monografie dedicate al nuovo cinema tedesco. La prima fu dedicata ad un regista allora emergente, Wim Wenders, poi fu la volta di Fassbinder, di Herzog, della Von Trotta, di Reitz con il suo capolavoro in 12 episodi, Heimat. Nello stesso anno furono proiettati due film con commento musicale dal vivo: I Nibelunghi di F. Lang e Nostos il Ritorno di Francesco Piavoli. Le musiche per ambedue le manifestazioni furono composte dal foggiano Umberto Sangiovanni. Nel 1989 iniziò una stretta collaborazione con l’Associazione Italiana Cinema d’Essai (AIACE) e fu anche il momento del salto di qualità col passaggio dalle rassegne all’incontro con gli autori. Due le sezioni: una dedicata ai giovani registi del Cinema Italiano (Antonio Capuano, Paolo Benvenuti, Gianluca Tavarelli, Silvano Agosti, Enzo Monteleone, Alberto Simone, Maurizio Zaccaro, Nico D’alessandria, Mario Brenta ecc.), l’altra ai vecchi maestri (Francesco Rosi, Alberto Lattuada, Marco Bellocchio, Emidio Greco, Gianni Amelio, Mario Monicelli, e Luciano Emmer. Quest’ultimo – scomparso di recente – conservò una sorta di cordone ombelicale con la nostra città, da cui scaturì nel 1996 il film-documentario Foggia, non dirle mai addio. Tra i lavori sul set va anche ricordato Luigi Faccini che poi dedicò un cortometraggio ad un gruppo di ragazzi foggiani, dal titolo Immaginando Cinema. Poi, via via, decine di rassegne, incontri, iniziative, collaborazioni (con le scuole soprattutto), fino alla fatale data del 31 luglio 2010, quando le chiavi del cinema sono tornate nelle mani di don Antonio Sacco, parroco della Chiesa Cattedrale di Foggia.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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