FocusAnno 3 N°7

Tre grandi pugili sanseveresi di levatura mondiale

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LUIGI CASTIGLIONE

Nato a San Severo l’8 aprile 1967, è stato uno dei migliori pugili italiani a livello nazionale e internazionale.
Professionista dal 1993 e cugino di Michele Mastrodonato, ha smesso nel 2002, dopo una carriera lunga e costellata di importanti successi. Bravo di gambe, con un buon sinistro, ben preparato tecnicamente, affidava alla velocità l’elemento in grado di sconfiggere gli avversari. Per tre volte, nel 1984, 1986 e 1990, è stato Campione italiano dilettanti tra Pesi Minimosca e Mosca. Nel 1985 ha vinto la Medaglia di Bronzo ai Campionati del Mondo Dilettanti di Bucarest, e nel 1991, nei pesi minimosca, ha conquistato l’Argento ai Campionati Europei Dilettanti di Gothenburg. Il primo grande successo da professionista è la conquista del titolo italiano dei Pesi Mosca (1995) ai danni del forte Ciaramitaro. Il 19 aprile 1997, a Grosseto, conquista il titolo mondiale versione WBU battendo il brasiliano Giovanni Andrade, sconfitto in 12 round. Castiglione, poi, difese vittoriosamente il titolo contro il thailandese Suwatchai Chalermsri, il sudafricano Abbey Mnisi e Lagos. Nell’agosto 1998 il pugile sanseverese perde il titolo ad opera del sudafricano Mzukisi Sikali, che lo mette KO all’ottava ripresa. Nel successivo mese di giugno, Castiglione si riappropria del titolo dopo un epico match vinto ai punti in 12 riprese proprio contro Sikali. In seguito passa ai Pesi Gallo, battendo il danese Jensen (in Danimarca) e conquistando il titolo Europeo. Ma a 35 anni, alla prima difesa del nuovo titolo, perde con il francese Guillerme,suo penultimo incontro in carriera. In totale saranno 26 i match da professionista con 22 vittorie (5 per Ko) e 4 sconfitte.Castiglione nel gennaio 2002 ha ricevuto dal CONI nazionale un importante riconoscimento, il “Collare d’Oro”, per la conquista del titolo di Campione Mondiale professionisti nel 1997.

SALVATORE NARDINO

Nato a San Severo il 23 agosto 1963,è stato un grande campione dei Pesi Welter. Da professionista gareggia in 28 match, con 21 incontri vinti (ben 12 vittorie prima del limite), 4 sconfitte (3 per KO) e 3 pari, carriera culminata con un importante titolointernazionale. Il 28 ottobre 1989 Nardino, infatti, conquista il titolo mondiale WBC dei Welter battendo Luis Carlos Dorea, a Fano, con un KO al 6° round. Un anno e mezzo dopo tenta anche la conquista del titolo Europeo (versione EBU) ma viene battuto dal fortissimo inglese Pat Barrett alla “Grand Hall” di Wembley, a Londra, per KO alla 6ª ripresa.Al suo esordio il pugile dauno aveva  fatto registrare subito 10 vittorie su 10, prima di cedere ai punti contro Francesco Prezioso e per poi inanellare altre cinque vittorie consecutive, tra cui alcune di prestigio come quelle contro Michel Giroud e Alessandro Scapecchi. A proposito di quest’ultimo, il grande pugile grossetano chiuse la carriera professionistica nel dicembre 1987 sconfitto a Ferrara proprio dal pugile sanseverese. Nardino chiuse invece la carriera il 3 luglio 1991 con una vittoria a Pietramontecorvino Pietramontecorvino con l’argentino Americo Ramon Pauloni, un pareggio col foggiano La Grasta il 16 agosto 1991a San Benedetto del Tronto e una sconfitta col tunisino Habib Hammami, il 21 settembre 1991 a Salerno.

MICHELE MASTRODONATO

Nato a San Severo il 16 maggio 1965 è cugino del grande Luigi Castiglione. È stato un ottimo Peso Medio, sia da dilettante che da professionista. In quest’ultima veste ha disputato 20 match con ben 17 vittorie all’attivo (9 per KO) e 3 sole
sconfitte (2 per KO). Dopo una grande esperienza da dilettante – culminata col titolo italiano a Bologna nel 1987, con la partecipazione nel 1988 con la Nazionale italiana ai Giochi Olimpici di Seul, ma arenatasi ai quarti di finale sconfitto dal tedesco Naske e con la Medaglia di Bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 1987 in Siria – Mastrodonato si avvia verso una brillante carriera da professionista. Dopo otto vittorie di fila – tutte contro pugili stranieri – incappa nella prima sconfitta contro il francese Jean-Roger Tsidjo. Segue un’altra bella sequenza di nove vittorie, delle quali vanno ricordate quelle contro Santo Colombo che, il 15 giugno 1991 a Montichiari di Brescia, gli valse la conquista del titolo italiano della categoria e le successive conferme del titolo dagli assalti di Benito Guida, del forte Giuseppe Leto e di Marco Dell’Uomo. A San Severo, il 19 dicembre 1992, Michele Mastrodonato tenta di conquistare anche il titolo mondiale WBO dei Pesi
Medi affrontando John David Jackson. L’americano era campione in carica da 4 anni e imbattuto da ben 26 incontri, 15 dei quali finiti prima del limite. Mastrodonato, davanti al proprio pubblico e in diretta RAI, si arrende alla decima ripresa; fosse stato per lui avrebbe volentieri rifiutato quel getto della spugna dei propri “secondi”. Il fortissimo americano lo stava lentamente devastando e a quel gesto il pugile sanseverese rispose arrabbiandosi e piangendo,salvo poi ammettere che era stato giusto così. La sua carriera termina ìil 2 aprile 1993 contro Valentino Manca, che a Gavardo lo mette KO al 7° dei 12 round previsti.

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