FocusAnno 2 N°5

Pino Autunno e un sogno lungo 90 anni

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Di libri sul calcio foggiano, sui suoi personaggi, sulle vicende che vi si sono innescate ne sono stati pubblicati tantissimi, specie negli ultimi anni (si veda la scheda bibliografica che pubblichiamo a parte – nda). Ciò che mancava era un lavoro più complesso, se vogliamo anche dal taglio riepilogativo, metodico, che includesse anche il territorio non visto solo come fatto marginare rispetto alla disciplina sportiva.
Il vuoto lo ha riempito nelle scorse settimane il collega Pino Autunno, col suo “Foggia. Una squadra una città”, un poderoso lavoro dal carattere storico e anedottico e dalle caratteristiche enciclopediche, pubblicato dalla casa editrice Utopia, la stessa che produce a Foggia il settimanale del tempo libero “Viveur”.
A parlare sono i numeri: vent’anni di faticose ricerche, 2 volumi per complessive 800 pagine, 1.500 foto in bianco e nero e a colori, delle quali moltissime inedite (ho trovato anche un mio zio, Paolo De Tullio, Presidente dell’U.S. Foggia negli anni della prima promozione in serie B!).
Con questo testo, Autunno ha potuto ricostruire con precisione i primi novant’anni di storia rossonera, raccontare  ’emozionante storia dell’avventura sportiva della compagine foggiana dai primi del ‘900 ai giorni nostri.
“Foggia. Una squadra una città” illustra con dettagliata precisione tutti i campionati, i protagonisti, i risultati, i marcatori, finanche i tabellini, ripercorrendo parallelamente la storia della città, attraverso una serie di ricordi,curiosità, aneddoti e statistiche. La prefazione è firmata dall’indimenticato Candido Cannavò, storico direttore ed editorialista della “Gazzetta dello Sport”, scomparso poco prima che Autunno completasse il suo lavoro diricerca.
Si tratta della classica pubblicazione che non può mancare nelle case dei foggiani, almeno di quelli che una passione vera per la squadra della loro città ce l’hanno. Proibitivo può forse apparire il costo dell’opera (78 euro) ma se un consiglio possiamo darlo ai colleghi della Utopia, potrebbero pensare ad una versione meno sontuosa della enciclopedia, magari in un solo volume, senza cofanetto e di formato più ridotto, così da portare il prezzo di copertina a livelli più accettabili
per un pubblico di massa.
Complimenti a Pino Autunno per aver portato a termine un grande lavoro, di ricerca e di ricostruzione storica, sui primi 90 anni di calcio rossonero. Ora non dovrà fare altro che mettersi all’opera per realizzarne un’altra, sui prossimi 90 anni di calcio foggiano. O qualcosa meno…

Pino Autunno
è nato a Foggia 48 anni fa. È architetto, ma la grande passione – il giornalismo – ha finito per prendere il sopravvento, tanto che dal 1994 è giornalista professionista. Ha avviato la professione agli inizi degli anni ‘80 con alcune esperienze a livello radiofonico e nell’85, ha intrapreso la collaborazione con l’emittente televisiva foggiana “Teleradioerre”. Sempre nello stesso anno è entrato a far parte della grande famiglia de “La Gazzetta dello Sport”, della quale è stato  orrispondente per oltre un decennio. Nel biennio ‘91-92 è stato collaboratore di Tele+, prima di  quotidiano “Roma”.
Nel ‘95 ha scritto con il collega de “La Gazzetta dello Sport” Nicola Berardino “Zeman o Zemàn?”, e nel 2003 ha curato i testi di “Cuore Gialloverde”.
È conduttore, opinionista e commentatore televisivo, nel 2004, 2005, 2009 e 2010 ha curato per conto del CONI Provinciale di Foggia la realizzazione e la conduzione della trasmissione televisiva settimanale “Olympia” e “Lo Sport dei 5 Cerchi”.
Lungo e articolato il suo percorso nel Foggia, prima come responsabile dell’Ufficio Stampa quindi, dal 2004, come Team Manager e Responsabile della Comunicazione.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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