FocusAnno 2 N°3

L’Unità d’Italia? Una brutta bestia

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“Io non sapevo”. “Io non conoscevo”.
“Io non immaginavo”. Il saggio Terroni (Piemme, marzo 2010) di Pino Aprile, inizia per negazioni. Ce ne sono una ventina circa, le quali pongono subito il lettore dentro un dibattito quanto mai attuale.
Pugliese, nativo di Gioia del Colle ma tarantino di fatto, con il suo saggio, recentemente presentato anche a Foggia (il 27 maggio alla libreria Ubik), Pino Aprile si rivolge a tutti gli italiani e dice: “è sepolta nella nostra anima inconscia una  brutta bestia, la memoria di come è stata fatta male l’Italia”. D’altronde, il sottotitolo di Terroni è inequivocabile: Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero Meridionali. Attraversando la Storia dell’Unità infatti, l’autore analizza il rapporto tra Nord e Sud e arriva sino ai nostri giorni, fino alla Lega Nord e alle autonomie di cui sempre più s’arricchisce (o indebolisce) il Paese, tanto per essere chiari. E analizza lo scacco con cui l’uno tiene l’altro. La chiave, per Aprile, è nel ruolo.
E dunque nel comportamento che segue a questa attribuzione di ruoli fatta con la forza, con il sangue anche, la quale dura da 150 anni e che per 150 anni si è fatto in modo di conservare, rafforzare, preservare. Il Nord sopra il Sud. Il Sud colonia del Nord.
Punto. Nonostante al momento dell’Unità le condizioni socioeconomiche fossero opposte, con una ricchezza, culturale e industriale, nettamente spostata al di qua di Roma. Nonostante si sia fatto di tutto per depauperare le risorse del Meridione in favore di un Settentrione che non ne aveva affatto, di risorse. Nonostante ogni intervento abbia avuto, per 150 anni e adesso ancora di più, l’unico fine di arricchire il Nord a spese del Sud. L’autore porta avanti questo impianto teorico avvalendosi di esempi storici precisi che attraversano tutta l’Unità d’Italia e che lo portano a porre quella che per lui è l’unica domanda possibile: perché non accade nulla? O meglio, perché loro lo fanno e noi ce lo facciamo fare? E qui, forse attirando su di sé i dubbi di una forzatura concettuale, l’autore si serve di un altro dispositivo scientifico: la psicosociologia.
Secondo questa scienza, dice Aprile, citando esperimenti e aneddoti concreti, bastano 24 ore per accettare i ruoli ed essere indotti a dei comportamenti in assoluta conformità a quei ruoli imposti. La vittima, in sintesi, agisce in modo da rafforzare il ruolo del carnefice. E per l’autore il Sud subisce questo “giogo di ruoli” da 150 anni e per questo, tornando alla domanda del libro, non accade nulla.
Il saggio lascia più o meno aperta la conclusione ma, per intenderne bene il senso, è opportuno rifarsi alla viva voce dell’autore, tirando in ballo proprio l’incontro foggiano di maggio.
«L’Italia è un paese duale perché una parte del paese usa l’altra – ha detto Aprile – perché il Sud è colonia del Nord, da sempre, e non potrà venirne fuori fino a che non sarà padrone delle decisioni che lo riguardano.
E non è detto che debba accadere per forza staccandosi. È un modo – conclude l’autore – ma è l’ultimo modo possibile».

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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