FocusAnno 2 N°3

Il borgo medievale che ispira i poeti

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Chiare, fresche, dolci acque… Sono quelle che at­ti­ra­no, da sempre, i fo­re­stieri, oggi in numero mag­gio­re, da quando Alberona è entrata nel nòvero dei “Borghi più Belli d’Italia” e da quan­do le è stata assegnata, dal Touring Club, la “Bandiera Arancione”. Anche l’aria, salubre e go­di­bile al punto giu­sto, è uno degli ele­men­ti di forza del paese.
L’eolico prima e l’attrazione tu­ri­sti­ca dopo, rap­pre­sen­tano da al­cu­ni anni il lasciapassare per uno svi­lup­po che cerca di non trasferire al­tro­ve le ca­pa­cità umane al­be­ro­nesi.
Con i proventi delle royalties de­ri­vanti dalla pro­du­zione eolica, il Comune ha finanziato alcune im­por­tanti at­ti­vi­tà, come la re­a­liz­za­zione del centro spor­tivo, com­pren­dente la piscina e il cam­po di calcetto, e il progetto “Nuovi artigiani”. Poi ci hanno pen­sa­to gli stranieri, a cominciare dagli inglesi che, piano piano, si sono in­na­mo­rati di questo posto incantevole, ac­qui­stan­do case e valorizzando l’am-biente. Un luogo particolare, Al­be­ro­na, che ha generato, nel corso del se­colo scor­so, una sfilza di poeti dia­lettali di pri­mordine, noti anche a livello na­zio­na­le, e che ha dato vita ad una vera e propria tra­di­zio­ne lirica e letteraria, con autori illustri (Striz­zi, Caruso, D’Alterio e, più re­cen­te­men­te, Ur­ra­sio) ed un pe­rio­dico con­si­de­rato mi­ti­co, data oggi la sua ir­re­pe­ri­bilità, ‘La Gaz­zetta Let­te­ra­ria Albero-nese’, sorta agli inizi del ‘900. Per queste, ed altre ra­gio­ni, Al­be­ro­na ha ricevuto nel 2002 la “Bandiera Arancione”, assegnatale – come per S. Agata di Puglia, Or­sara e Pie­tra­mon­tecorvino – dal Touring Club d’Italia e fa anche parte dell’Associazione dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Un po’ storia, un po’ leggenda
Di epoca medievale, Alberona sor­ge alle falde del Monte Stilo, a 730 metri sul livello del mare ed è per­tanto tra i paesi più alti di Puglia. Le sue origini sono incerte. Una leggenda farebbe però risalire la sua nascita ad una piccola co­mu­ni­tà di calabresi (esiste tuttora un’antica strada denominata “Strada dei Calabresi”) i quali si sa­reb­bero rifugiati nella cavità di un grande albero per sfuggire al nemico. Da re­centi ricerche sul campo, con­dot­te dall’archeologa dott.ssa Mar­cantonio, sono stati recuperati re­per­ti che at­te­stano l’esistenza di in­se­dia­menti di ori­gine Romana. Dub­bi sus­si­ste­reb­be­ro sull’origine del nome: nello “Scadenzario” di Federico II (1239) il borgo è chiamato Alberona, men­tre Andrea Spinelli nei “Diurnali” del 1258 lo cita come Al­va­rona.
Il paese appartenne ai Templari e ai Cavalieri di Malta ed è l’unica cit­ta­di­na che ne conserva una te­sti­mo­nian­za diretta, la Torre Cam­panaria, parte di una fortezza che, con altri fabbricati dell’epoca, ospi­tava le celle dei famosi monaci guerrieri. Oggi la Torre è an­nes­sa alla Chiesa Madre – del 1731, sorta sulle rovine della vecchia chie­set­ta dei Templari, al cui interno si con­servano le ossa di San Vitale – e si trova in una situazione strategica nei pressi di una strada Consolare Ro­ma­na da dove tran­si­ta­vano mer­canti e pellegrini, che rag­giun­gevano la grotta di San Michele a Monte S. Angelo o Brindisi, dal cui porto erano diretti per la Terra Santa. Ma fu anche “stazione” ob­bligata per chi si recava dalla Pu­glia a Roma o a Napoli, col­le­gata al famoso Regio Tratturo.
I Templari, come pure Carlo I d’Angiò, avrebbero scelto il sito di Alberona perché considerato luo­go sicuro, per la purezza delle ac­que e per la ric­chez­za dei boschi. Si narra che il suo le­gna­me sarebbe servito ai monaci guer­rieri per re­alizzare le navi che com­mer­cia­va­no in Pa­le­sti­na. Dal can­to suo, invece, Carlo I d’Angiò se ne servì – unitamente al pietrame del vi­ci­no torrente Vulgano – per com­ple­tare l’attuale Fortezza di Lucera.
Nel 1656 il paese fu sopraffatto dalla peste, che decimò la po­po­la­zione, e dovette attendere l’abolizione del potere feudale, ad opera di Na­po­le­o­ne, nel 1808 per eliminare il potere dei Cavalieri di Malta. Alberona non evitò nem­me­no il fenomeno del Bri­gan­tag­gio, che recò morti e di­stru­zio­ni, e successivamente, in forza della rinomata laboriosità del suo po­po­lo, potè costruire il suo avvenire che – nonostante il dramma dell’emigra-zione – oggi si presenta meno carico di dubbi e problemi.
Di recente Alberona, per la sua ap­par­tenenza all’Ordine dei Tem­plari, è stata oggetto di studio dell’Associa-zione L.A.R.T.I. di To­rino. Non a caso i Santi venerati in paese – a cominciare dal Pa­tro­no, San Gio­van­ni Battista, fe­steg­giato il 29 ago­sto – sono tutti ri­fe­ribili a questo Ordine.

Alberona oggi
Grazie alle nuove tecnologie, Al­be­ro­na potrà contare sui vantaggi del wire­less. Nel 2009, infatti, la Regione Pu­glia ha ammesso a fi­nan­ziamento – come progetto mi­gliore in tutta la regione – il piano comunale che do­te­rà il borgo di sistema wi-fi, per­met­ten­do così l’accesso a internet sfrut­tando on­de radio a bassa potenza. Ogni postazione, installata su luoghi strategici del paese, sarà dotata di telecamera per la vi­de­o­sor­ve­glian­za. Un progetto ambizioso che per­met­te­rà a cittadini e visitatori di col­le­gar­si alla rete internet, men­tre con la vi­de­osorveglianza au­men­teranno i livelli di sicurezza, specie per ciò che ri­guar­da la cir­co­lazione stradale.
Il Comune si è molto spesso sul piano della cultura, bandendo im­portanti Premi letterari (“Borgo di Alberona”, giunto alla 5ª edizione), pubblicando e rieditando testi di storia e poesia locale, completando la sede de­sti­na­ta al Centro Visita Virtuale (Biblioteca multimediale). Il prossimo 27 agosto verrà inoltre inaugurata la Struttura socio-assistenziale per disabili gravi privi di sostegno familiare, de­no­mi­na­ta “Dopo di noi”.
Una Giunta, quella guidata dal Sin­da­co Giambattista Forgione e dagli As­ses­sori Leonardo De Mat­thaeis (Vice Sindaco), Nicola Ce­do­la, Gio­van­ni Co­direnzi e Pietro Panzano e con Se­gre­tario Co­mu­na­le il dott. De Scisciolo, che sem­bra muoversi nel verso giusto, con una attenzione mi­rata allo svi­lup­po del territorio nel segno dell’ambiente e della cultura.

Due passi in paese e fuo­ri
­Pas­seg­gian­do lungo il «Mu­ra­glio­ne», oltre a godere una vista pa­no­ramica su­per­lativa sul Tavoliere, è anche pos­sibile scorgere il Golfo di Man­fre­donia e, più in lon­ta­nan­za, le Isole Tremiti. Dall’altro lato, la vista giunge alle val­late su­bap­pen­niniche della con­fi­nan­te Cam­pa­nia, che offrono ugual­mente un panorama vasto e pia­ce­vo­le.
Il centro storico si identifica col Borgo di San Martino, con le sue tra­di­zio­na­li viuzze ripide e strette e i mille gradini. Sulla piazza prin­cipale si af­faccia la Chiesa di San Rocco, del sec. XVII, in stile gotico, che faceva parte dell’Ordine dei Frati Minori Con­ven­tua­li della Pro­vincia di S. Angelo. Al suo in­ter­no si conservano un organo po­licromo a mantice dello stesso pe­riodo, una tela del ‘700 raf­fi­gu­ran­te San Francesco e un bell’altare do­nato dalla Famiglia Civetta. Il cam­panile, costruito da artigiani locali, è stato invece eretto nel 1934. Di rilievo an­che la Chiesa di San Giu­sep­pe (1649), con un gran bel por­tale gotico ed un interessante al­ta­re in pietra.
Scendendo dalla Chiesa di San Roc­co si giunge alla Torre del Gran Priore (XII sec.) e, se assetati, nulla di meglio che bere alla Fontanella, una piccola casetta aperta, col tetto a spiovente.
Il centro storico è ricco di portali e stipiti artisticamente incisi e com­pren­de il trecentesco Arco Ca­labrese, im­portante per essere an­che l’unico arco ligneo della zona.
L’Arco dei Mille (del secolo XV) offre un ampio pa­no­rama e permette di giungere alla ottocentesca Fontana Muta, così detta perché le sue acque, nonostante il getto, scorrono si­len­zio­se. Un’altra fontana importante è quella detta dei “Ai Pisciarelli”, in periferia, dove sostare e consumare le prelibatezze locali nel vicino ri­sto­rante è mèta quasi obbligatoria!
Molto belli alcuni palazzi tra cui quello seicentesco delle famiglie Cassitto e Civetta, quest’ultimo con stanze ric­ca­mente decorate e con all’interno un piccolo giardino pensile; da non perdere anche una visita al locale Museo.
I dintorni di Alberona comprendono un’area boschiva di ben 600 ettari, ove è possibile fare piacevoli escur­sioni, specie nel Bosco della Mezzana dove è possibile recarsi alla ricerca di funghi, castagne, more e gelsi. La fauna è ricca di cinghiali e volpi, ed anche di alcune specie rare di farfalle. A poca distanza dal paese, in una zona però un po’ impervia, scorre il Canale dei Tigli, che in alcuni tratti forma delle caratteristiche cascate naturali.
A proposito del cinghiale, occorre ricordare che a pochi chilometri dal centro abitato, tra i maestosi alberi ed i fiori profumati, si trova l’Area Faunistica del Cinghiale, estesa poco più di due ettari e dedicata allo studio ed alla vita di questi splendidi animali.tesa poco più di due ettari e de­di­cata allo studio ed alla vita di questi splendidi animali.

COME RAGGIUNGERE ALBERONA
In auto
Autostrada Bologna-Bari, usci­ta ca­sel­lo di Foggia, quindi per Lu­cera con la SS 17, da Lucera la S.P. 130 per Al­be­ro­na-Roseto Val­for­tore. Alberona di­sta da Foggia circa 42 Km.
Autostrada da Pescara: uscita S. Se­ve­ro, direzione Lucera (SS 160), da Lu­ce­ra pren­dere la S.P. 130 per Al­be­rona-Roseto Val­for­to­re. Alberona di­sta da Foggia circa 42 Km.
Autostrada da Napoli: uscita Can­de­la, di­re­zione Foggia, quin­di per Lucera con la SS 17, da Lucera la S.P. 130 per Al­be­ro­na-Roseto Val­for­to­re. Alberona di­sta da Fog­gia circa 42 Km.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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