EditorialiAnno 2 N°5

Domani non è solo un avverbio di tempo

Numero 5 – Anno 2010

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L’ultimo numero del 2010 della rivista “Diomede” è di quelli da collezionare. Non solo per una inedita intervista a mister Zeman e allo spazio dedicato al calcio scritto (compresa la prima bibliografia sul calcio di Capitanata, degli ultimi 50 anni) ma anche per una serie di interessanti temi e gustose interviste.
Su “Diomede”, per es., la vera storia del famoso e discutibile detto “Fuggi da Foggia…”; la bellissima vicenda professionale del giovane artista foggiano Gianluca Maruotti che ha fatto della classica “cera pongo” un affascinante lavoro: è lui l’autore della sigla animata del programma RAI “Ballarò”; l’intrigante sfida che un foggiano, grande appassionato di Leonardo Da Vinci, ha lanciato con lo scopo di svelare la vera identità della «Gioconda». Un’associazione romana ha preso sul serio i suoi studi, il suo presidente è volato al Louvre e tra un mese un libro fornirà tutti i risultati delle indagini.
Da non perdere alcune interviste, come quelle a Mauro Palma che ci consente di conoscere e vedere in anteprima come sarà il nuovo cine-teatro “Fellini”, o quella a Bruno Pitta, la cui storia ci rimanda al passato ma che ben si coniuga col presente, imperniato su una nuova sfida che l’imprenditore lucerino ha avviato nell’àmbito del biologico.
Pochi sanno, di certo, che il primo Museo italiano di Tradizioni Popolari nacque a Foggia, nel 1930, per iniziativa di Ester Loiodice, personaggio di grande spessore troppo presto dimenticata. Ne ripercorriano le tappe e tracciamo un identikit della Loiodice.
E sapevate che le Isole Tremiti furono utilizzate, al tempo dell’Imperatore Augusto, come carcere duro? Una specie di “41 bis” ante litteram… Ne fece le spese anche sua nipote Giulia, dedita a Roma ad uno sfrenato libertinaggio.
Nella vicina Peschici, invece, si discute oggi di un futuribile megaporto turistico, considerato il più evoluto d’Europa: progetto da 126 milioni di euro per 744 posti-barca, compreso un molo per navi da crociera!
Volare si deve e si può. “Diomede” ospita due opinioni, una delle quali include una inedita proposta per spostare il “Gino Lisa” a San Severo.
Da questo numero parte la rassegna della cosiddetta stampa “minore” di Capitanata, con la mappa delle 100 voci libere. Le prime testate ad essere presentate sono “Elce” (di Deliceto), “CittàViva” (di Apricena), “Pungolo” e “Graffiti” (di Biccari), “Schiamazzi” (di Cagnano Varano), “Fuoriporta” e “il Gargano Nuovo” (Vico del Gargano).
Alcuni importanti profili chiudono questo numero della rivista. Sono dedicati ad Antonio Dùria (giovane barbiere anarchico foggiano che osò sfidare il regime fascista e che morì in Ospedale a Genova) e a due noti artisti di Capitanata, Ubaldo Urbano e Leon Marino.
L’ultima pagina è dedicata al primo anno di vita di “Diomede”, una delle poche riviste di attualità, cultura e promozione del territorio, edite in Puglia.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.