Cultura VivaAnno 3 N°7

Pasquale Soccio, protagonista e testimone del Novecento

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Sono poche in Puglia le personalità della scuola e della cultura che hanno segnato in modo marcato la loro presenza nel novecento. Tra di esse va sicuramente annoverato Pasquale Soccio, che ha attraversato per intero il secolo scorso con i suoi 94 anni di vita, esprimendo una molteplicità di interessi che hanno spaziato dalla letteratura alla filosofia, dalla storia alla poesia, e che ha dedicato quasi cinquanta anni della sua vita al mondo della scuola come insegnante elementare prima, docente di storia e filosofia poi e, infine, come preside per 25 anni del prestigioso liceo classico “Ruggero Bonghi” di Lucera. Una personalità che ha incarnato fino in fondo la figura del grande umanista, come lo ha definito il grande storico della letteratura italiana Mario Sansone. E tuttavia, come spesso capita, il suo straordinario impegno è caduto un po’ nel dimenticatoio, dopo la morte avvenuta a San Marco in Lamis, sua città natale, il 4 febbraio 2001. L’anniversario del decennale della scomparsa del ‘preside’ può servire a stimolare la riflessione, a scavare nella sua produzione letteraria, nella sua elaborazione pedagogica, nel suo impegno civile e culturale, che ancora oggi possono rappresentare una bussola importante in una società in profonda trasformazione, accompagnata spesso da fenomeni di confusione e di disorientamento.
Lo scrittore garganico ha vissuto tutte queste esperienze come una sorta di religione del dovere, come responsabilità da assumere sulle proprie spalle e da non declinare. Soccio è stato una personalità non semplice, con tratti caratteriali a  volte difficili, ma che ha avuto sempre la capacità di  essere un uomo libero, curioso, inquieto, che non si accontentava delle soluzioni rassicuranti e che preferiva approfondire i problemi e rischiare.
Una lezione non da poco in un mondo in cui sembra prevalere il conformismo più bieco o la protesta impotente, che richiede di essere sviscerata fino in fondo, e analizzata con abito critico rifuggendo da ogni mitizzazione. Per stimolare un percorso di approfondimento dei diversi aspetti, la Fondazione culturale che porta il suo nome ha messo in campo una serie di iniziative in una sorta di “anno socciano”, fatto di dibattiti, mostre, ristampa di volumi, che si concluderà con un convegno di studi che si terrà in autunno. Iniziative alle quali speriamo non manchino anche l’apporto e il contributo di altre istituzioni culturali.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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