Cultura VivaAnno 1 N°1

Nella “Geografia dell’anima” di Gerardi ora c’è anche l’America

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La “Geografia dell’anima” (il compendio di cinquant’anni di vita professionale) dell’artista foggiano Gerardo Gerardi ora espande i suoi confini negli Stati Uniti, per la precisione a Seattle, capitale dell’informatica e della cultura mediatica (qui hanno sede i quartier generali di Microsoft e Amazon), della tecnologia aerospaziale (la Boeing è qui) e della musica (qui è nato e sepolto il grande Jimi Hendrix). E qui, a Seattle, l’11 e il 12 dicembre scorso la galleria “Fine Arts Italy” dell’ italoamericana Valentina Preziuso (i suoi genitori sono originari di Deliceto e Castellucio dei Sauri) ha inaugurato, presso il prestigioso Sheraton, una mostra dei maggiori capolavori di Gerardo Gerardi; che ha riscosso un incredibile interesse da parte degli americani per la sua tecnica polimaterica che permette di toccare fisicamente le sensazioni e le emozioni tracciate e irradiate da Gerardi con le sue opere. A destare maggiore apprezzamento l’opera che l’artista foggiano ha dedicato ad uno dei maggiori capolavori letterari di Oriana Fallaci, “Lettera ad un bambino mai nato”. «La curiosità, prima, e il trasporto emotivo, poi, degli americani per i lavori di Gerardo Gerardi hanno segnato, attraverso lo stile del maestro italiano, un incredibile momento di attrazione e di successo per la mostra che abbiamo inaugurato a Seattle. Sembra un paradosso ma qui, nella città capitale della logica e dell’informatica, ad emozionare sono proprio le discontinuità artistiche come il polimaterico di Gerardo Gerardi, che mi onora della sua amicizia e della sua collaborazione», ha detto la gallerista Valentina Preziuso, molto ben inserita nella comunità italiana degli italiani a Seattle.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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