Cultura VivaAnno 1 N°1

Luca De Nuzzo: un artigiano della canzone d’autore che strega l’Italia in sanseverese

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Sono pochi in Italia ad avere il coraggio che ha avuto, ed ovviamente ancora ha, Luca De Nuzzo. Perché non è obiettivamente facile nell’italietta contemporanea, poco incline ad accettare le minoranze e tutt’altro che affasci­nata da generi musicali cosiddetti “di nicchia”, riuscire ad imporsi in lungo e in largo per lo Stivale cantando storie di ieri e di oggi in stretto dialetto sanseverese, tutto consonanti e asperità. È quello che fa da oltre dieci anni, tra sperimentazione e suggestione, Luca De Nuzzo, di professione cantautore, originario di San Severo ma ormai quasi romano di adozione. La definizione “cantautore” per la verità gli va forse un po’ stretta. La sua, in fondo, è una «forma d’avanguardia artigianale», come scrive Danilo Selvaggi nella presentazione al CD. Il suo ultimo lavoro discografico è il CD “Jòmene e jòmene” (Controversi – 2009), 12 brani cantati nel dialetto della sua città, tutti all’insegna di una grande energia che illumina, dedicati a temi di grande impatto e di stretta attualità come il mondo del lavoro, le morti bianche, l’amore, ma dedicati in parte anche a figure-simbolo della cultura italiana, come P. P. Pasolini, Carmelo Bene, Roberto Saviano, Gaetano Bresci e il nostro Matteo Salvatore. In realtà i brani sono 11, tutti originali, ai quali si aggiunge un doveroso e poetico omaggio al grande cantastorie di Apricena, scomparso alcuni anni fa, attraverso il brano I pruvèrbije. “jòmene e jòmene” è ottimamente curato sul piano or­chestrale, grazie anche alla collaborazione di Javier Girotto degli Aires Tango, Andrea Satta dei Tetes de Bois e Raffaella Misiti degli Acustimantico (nella vita privata sua dolce compagna) e agli arrangiamenti di Federico Ferrandina, Stefano Scatozza oltre che dello stesso De Nuzzo. Molto bella anche la copertina, disegnata da Beatrice Scaccia. Le qualità dell’artista sanseverese, pur operando quasi in anonimato, in breve hanno fatto breccia anche nelle manifestazioni che contano. Dapprima, nel giugno 2004, ha vinto il «Premio De Andrè» come miglior cantautore, in seguito al quale è nato anche il suo primo disco. Quest’anno gli è andata ancora meglio avendo sfiorato la vittoria addirittura al prestigioso «Premio Tenco», principale manifestazione indetta annualmente dal 1974 dall’omonimo Club intestato al grande cantautore geno­vese morto suicida nel 1967 durante il Festival di Sanremo. La “Rassegna della canzone d’autore” sanremese è di fatto un festival di alta qualità artistica, culturale e tecnica; una manifestazione unica in Europa e forse al mondo alla quale vengono invitati i più interessanti cantanti-autori italiani e stranieri. È invece incredibile come Luca De Nuzzo non riesca a ottenere l’attenzione che indubbiamente merita e a trovare degna ospitalità nella sua terra di origine. Se si esclude un concerto tenuto nella sua San Severo nell’inverno 2008, nessun’altra istituzione – pubblica o privata – ha fino ad ora manifestato un minimo di interesse per questo artista, nè a Foggia nè altrove in Capitanata. Il che è tutto dire. (m.d.t.)

Info: Associazione culturale Controversi, Roma tel. 331.6451101 controversibookink@gmail.com
www.myspace.com/lucadenuzzo
www.lucadenuzzo.com

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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