Cultura VivaAnno 3 N°7

La nuova maturità artistica di Luca De Nuzzo

Condividi

Pochi discorsi, nuove idee. Questa la direzione di Luca De Nuzzo che approda quest’anno al The Place di Roma col suo “Concerto senza titolo”, come fosse un’opera incorniciata da un’attività artistica intensa che le gira intorno. Dopo l’album omonimo “Luca De Nuzzo” (CNI/2005), realizzato in seguito alla vincita del “Premio De Andrè” 2004 e la pubblicazione di  “Jòmene e jòmene” (Controversi/ 2009) classificato tra i primi cinque dischi dell’anno (sezione dialettale) al prestigioso “Premio Tenco” 2009, De Nuzzo – che sta preparando il suo prossimo disco interamente in italiano – terrà un concerto che rappresenterà un contenitore di esperienze, concerti e varie sfide lanciate in questi anni che lo hanno portato in questo nuovo cammino della lingua italiana appunto subordinata ai mille interessi personali ed artistici tra i quali  il mondo dei vegetali che saranno protagonisti delle sue nuove avventure.
Sarà accompagnato da Federico Ferrandina alle chitarre, Stefano Napoli al contrabbasso, Peppo Russo ai sassofoni e Federico Di Maio alle percussioni e al flauto traverso. Un’inversione di tendenza che non deve però essere letta come una rottura con le tradizioni della sua San Severo ma come un balzo in avanti verso una nuova maturità artistica.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.