Cultura VivaAnno 2 N°5

La “defoggianizzazione” di foggia secondo Gioacchino Rosa Rosa

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Lo scorso 10 dicembre è stato presentato, presso la Sala eventi della Libreria Ubik di Foggia, “Se son rose…
Pungeranno – Benvenuti a Foggia. Città defoggianizzata”, nuova, attesa fatica editoriale di Gioacchino Rosa Rosa. L’arguto e intelligente autore è tornato, così, su un argomento a lui caro, quello di una certa foggianità passata sotto le lenti d’ingrandimento dell’occhio critico di un foggiano adottato.
Il volume fa seguito al fortunatissimo “Foggiani”, pubblicato lo scorso anno dalla stessa casa editrice foggiana, la Bastogi, che ha curato l’uscita del suo nuovo libro, per l’occasione presentato dal collega Enrico Ciccarelli.
Ma questo nuovo lavoro offre spunti di lettura diversi rispetto al precedente: «Questo nuovo libro – spiega Rosa Rosa, che nella vita si occupa di pubblicità – è molto diverso da “Foggiani” ed è davvero difficile spiegare di cosa parla, è più facile dire di cosa non parla. Diciamo che se nel primo libro ho preso in prestito la storia per spiegare il nostro passato,
qui prendo in prestito la filosofia e la fisica per analizzare il nostro presente e prevedere il nostro futuro. Il primo principio della dinamica è quello newtoniano dell’inerzia, che recita così: “Un corpo rimane nel suo stato di quiete a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato. La forza esterna che ha scosso l’immobilismo è stato l’arrivo degli extracomunitari e dei cittadini neocomunitari.
Da Foggia non si fugge più. Anzi, a Foggia si viene per restare».
Agli aneddoti di “ordinaria foggianità” fanno da contraltare episodi nuovi di zecca, che vedono la città dell’autore trasformarsi in multietnica e farlo, naturalmente, alla sua personalissima maniera.
Il nuovo, attesissimo libro dell’autore di “Foggiani” La “defoggianizzazione” di Foggia secondo Gioacchino Rosa Rosa

Chi è Gioacchino Rosa Rosa
Napoletano di origine, foggiano d’adozione. Suo padre Domenico, noto e impegnato imprenditore, scomparso alcuni anni fa, fu anche presidente della squadra di calcio del Foggia dei tempi d’oro. Creativo (o “creattore”, come ama definirsi), negli anni ‘70 è stato un pioniere nelle radio e nelle tv private locali. Dopo aver fatto teatro, cabaret e musica d’autore, è approdato alla scrittura con uno stile assolutamente originale e fuori dai canoni. Da molti anni ormai, si occupa di pubblicità. Il suo precedente libro, il cui titolo intero è “Foggiani – Chi siamo, da dove veniamo e perchè non arriveremo mai”, è stato per le librerie foggiane e di Capitanata uno dei più richiesti e venduti dell’intero 2009.

Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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