FotografiaAnno 1 N°1

Lo strano destino di Achille Mauri: grande a Bari e ignorato a Foggia

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Mentre questo primo numero di ‘Diomede’ sta per andare in stampa, apprendiamo di una gran bella mostra, inaugurata pochi giorni fa a Bari, presso la Pinacoteca Provinciale, dedicata ad Achille Mauri, e che resterà aperta fino al 28 febbraio 2010. La mostra, opportunamente intitolata “Achille Mauri, fotografo di Sua Maestà”, è promossa dalla Provincia di Bari, realizzata con Alinari 24ORE, con la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e il sostegno del Banco di Napoli.
Le scarne note di cronaca legate a questo evento non dicono molto se non che si tratta della prima importante occasione offerta al grande pubblico degli studiosi e degli appassionati per far conoscere la produzione di Achille Mauri, un importante e ancora poco noto rappresentante della fotografia delle origini, la cui attività si svolse prevalentemente a Napoli. L’esposizione raccoglie un’ampia selezione di immagini (circa 250) provenienti in buona parte della vasta campagna fotografica eseguita per conto di alcune Società (tra cui “Strade Ferrate Meridionali”) che tra il 1867 e il 1873 gestivano la costruzione delle infrastrutture ferroviarie: una campagna di tale importanza ed eccezionalità che basta da sola a consegnare il nome dell’autore alla storia della fotografia. Perché ne parliamo allora, vi chiederete, visto che l’àmbito operativo della nostra rivista è la Capitanata? Ne parliamo perché Achille Mauri era di origini foggiane, sebbene la mostra barese non lo evidenzi, anche a causa della scarsità di dati certi circa luogo e data di nascita.
E ne parliamo anche con un certo disappunto, perché sono stato l’unico a livello locale ad essermene occupato (da oltre due anni!). Lo testimonia il mio recente ‘Dizionario Biografico di Capitanata. 1900-2008’ (Foggia, Agorà, 2009, pp 320), che ospita una lunga scheda biografica dedicata all’illustre, ed anche un po’ discusso, fotografo foggiano. Avevo segnalato l’importanza del personaggio a più di uno storico locale, invitando lo stesso Ente Provincia a voler cogliere al volo questa mia “scoperta”, ma il risultato è stato il più classico dei silenzi. In quasi tutte le interviste rilasciate in occasione dell’uscita del ‘Dizionario’ ho sempre evidenziato il nome di Achille Mauri – abbinandolo ad un altro pioniere, ma della cinematografia italiana – senza che nessuno ne abbia colto importanza e grandezza, nonostante le sue origini locali. Oggi è la Provincia di Bari, col concorso dell’azienda fiorentina Alinari, a poter vantare – con una grande mostra e un ricchissimo catalogo – la scoperta, la valorizzazione e la promozione a livello nazionale di Mauri. Potevano farlo, al suo posto e soprattutto a suo tempo, ben altre Istituzioni di Capitanata, pubbliche e private, col ritorno di immagine ed economico che ne sarebbe conseguito, vista l’importanza del fotografo “di Sua Maestà”. Facendo un passo indietro e sconfinando in altri campi, ho provato a far capire, già dal 2006 – con la pubblicazione della biografia sul grande pilota biccarese Ralph De Palma – che uno dei modi per promuovere il territorio è di guardare al passato, attraverso la riscoperta e promozione di grandi nomi, dall’indiscutibile fascino e portata, da abbinare ai luoghi di origine. Solo oggi, cioè tre anni dopo, il Comune di Biccari – città natale del pilota più grande della storia dell’automobilismo – comincia a muovere i primi passi nella (spero!) direzione giusta. Lo farà il 19 dicembre di quest’anno, nel giorno di nascita di Ralph De Palma, con un convegno nel quale mi auguro si vorranno tracciare i primi punti su come veicolare Biccari e i Monti Dauni attraverso la fama e il mito di un grande pilota sportivo del passato. (m.d.t.)
Il ritorno di "Diomede". Come abbonarsi
Abbonarsi a una rivista come “Diomede” non significa solo assicurarsi le copie cartacee e digitali previste in un anno. Significa condividere una sfida, incoraggiare in maniera concreta un progetto editoriale a diventare adulto. Chi si abbona, ci consente di pubblicare “la rivista più bella mai esistita a Foggia”, come l’hanno a suo tempo definita.
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